Oggi 6 aprile la nostra scuola Giaquinto, è stata in festa per la presenza di Sua Ecc. Mons. Domenico Cornacchia, vescovo della nostra Diocesi. Sin dal primo momento in cui ci è stata riferita la notizia  della sua visita, ci siamo chiesti come avremmo potuto accoglierlo, cosa dire, quali emozioni esternare.

Nel discorso preparato per il giorno della sua visita, visto che il tema da noi scelto era stato  la pace, abbiamo pensato di non fare sull’argomento domande precostituite o riferimento a pensieri di personaggi importanti religiosi e non, ma di aiutare, noi giovani adolescenti, immersi in una società che vuole rubarci la VITA, a comprendere il vero senso della pace e a  viverlo. Noi abbiamo avuto la percezione e la consapevolezza che per la nostra scuola la visita del testimone di Cristo avrebbe reso quel giorno unico e indimenticabile. Così è stato infatti. Non appena è arrivato, il Vescovo ha mostrato la sua umiltà non ponendosi dietro la cattedra, accogliendo si il saluto cordiale dei dirigenti, ma volgendo lo sguardo sempre verso noi giovani. Ci siamo sentiti amati, importanti, ascoltati. Tutto quello che abbiamo eseguito per l’evento:canti, video,balletti, si sono trasformati  in motivi di riflessione. Il Vescovo,infatti, ha tratto da ogni attività spunto per parlare e dialogare con noi, la sensazione forte è stata di avere accanto un padre comprensivo, un vero amico. Con molta semplicità e affabilità si è immerso in mezzo a noi soffermandosi sul ruolo che la famiglia ha per la nostra crescita. Ci ha consigliato di ascoltare i nostri genitori e  di parlare con loro nei momenti di difficoltà perché alla nostra età è facile perdersi. Agli alunni  che quest’anno lasceranno la nostra scuola,  ha poi chiesto cosa avrebbero voluto fare da grandi e, alla risposta spontanea  di un nostro amico di voler fare il meccanico, ha sottolineato che ogni ragazzo deve essere libero di scegliere la sua strada e che, qualunque mestiere o professione farà, sarà felice e soddisfatto, solo se ci metterà passione e dedizione  Durante la visita ha stravolto la scaletta di accoglienza, condividendo con noi la gioia di una giornata così particolare, un po’ come Gesù che, passando tra la folla sfiorava tutti con lo sguardo e parlava con parabole per illuminare le menti. A tal proposito, ascoltando il canto sull’amicizia, guardando il cortometraggio realizzato da alcuni alunni e poi il balletto realizzato sul tema: amicizia, pace e solidarietà, egli ci ha raccontato la storia di una bottega particolare: “La bottega di Dio” dove due ragazzi, ricevuta un’eredità, si recano per comprare qualcosa che avrebbe arricchito il mondo. Ebbene in quelle bottega non si vendevano gioielli, abiti firmati, case, ma semi di speranza, amicizia e amore che se ben curati e innaffiati avrebbero creato una società migliore. Questo è quello di cui noi ragazzi abbiamo bisogno: testimoni che nella vita ci aiutino a seminare solidarietà, amore e pace per costruire un futuro migliore. Grazie, Don Mimmo.

 


                                                                 


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